Museo Diocesano del Montefeltro
Pennabilli, Palazzo Bocchi


con Silvia Cuppini, Alice Devecchi e Joan Martos

Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia.
Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto.

1 Cor 13,12
Il progetto di allestimento del Museo diocesano di Pennabilli e del Montefeltro A.Bergamaschi intende offrire allo sguardo del visitatore gli oggetti d’arte come il tempo e gli uomini li hanno tramandati. Il museo è sentito come corpo vivo pertanto l’esposizione è pensata flessibile: gli oggetti che oggi sono mostrati possono essere sottoposti a restauro: ritornare nelle chiese come oggetti di culto o nel museo a far parte di un nuovo montaggio e raccontare un’altra storia. Gli oggetti possono restare nel museo portando con sé le tracce del tempo e l’usura perché raccontano l’identità storica ed ecclesiale del territorio della diocesi e questo è elemento prioritario per la comunicazione di questa tipologia di museo.
Parlando alla sessione della prima Assemblea plenaria della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa nel settembre 1995, Giovanni Paolo II ha detto: “Ben presto la parola conservazione…è apparsa chiaramente inadeguata, perché riduttiva e statica, se vogliamo inserire i beni culturali nel dinamismo della evangelizzazione non ci si può limitare a mantenerli integri e protetti; è necessario attuare una loro organica e sapiente promozione per inserirli nei circuiti vitali dell’azione culturale e pastorale della Chiesa”.
Lo sguardo e la conoscenza è imperfetta scrive San Paolo, se il museo è corpo vivo deve narrare di questa imperfezione che è la condizione umana, accettata da un dio, deve narrare del mistero dell’incarnazione. Citato da Algirdas Julien Greimas, Dell’imperfezione, (1987) un passo da Fusées di Baudelaire: “Ciò che non è leggermente difforme ha l’aria insensibile; -di qui viene che l’irregolarità, ossia l’inatteso, la sorpresa, la meraviglia sono una parte essenziale e la caratteristica della bellezza.”